Poker, sa “leggere” il dorso delle carte e non gli pagano il premio

Phil Ivey

Uno dei principali vantaggi (o svantaggi) nel giocare a poker online nei casino virtuali, è la possibilità di farlo comodamente a casa propria, in qualsiasi momento, e in condizioni di totale serenità e parità di informazioni. Contrariamente, può capitare che nel mondo del poker “dal vivo” un professionista si senta negare il pagamento di un cospicuo premio con l’accusa di essere un “baro”.

La storia che di seguito vi raccontiamo è accaduta a Phil Ivey, uno dei più celebri giocatori di poker al mondo, in grado di vincere oltre 10 milioni di euro in soli due giorni di competizione ai tavoli del baccarat di Crockfords, il più vecchio casino londinese. La brutta sorpresa è capitata al momento di passare alla cassa: qui il casino ha consegnato solamente 1 milione di sterline, trattenendo quindi il resto, e sostenendo che il denaro era stato ottenuto con un trucco illegale. Ivey ha quindi fatto causa al casino, portando la polemica all’Alta Corte della capitale britannica. Ma cosa accadde?

In termini esemplificativi, è stato scoperto che Ivey ha utilizzato un trucco, per quanto lecito. Il giocatore ha infatti studiato in maniera molto approfondita il dorso delle carte prodotte dalla società che le fabbrica per il casino. Ha insomma cercato di studiare tutte le imperfezioni per ricollegarle ai valori sul fronte, ed ha quindi chiesto – cosa molto comune tra i giocatori più superstiziosi – che il croupier utilizzasse quello specifico tipo di carte.

Il croupier accontenta il giocatore. Il quale, dal canto suo, inizia a prestare più attenzione alle carte che vengono fornite dal croupier stesso, piuttosto che alle sue. A condire quella che secondo il casino è stata una truffa, il fatto che una cinese (secondo l’accusa, una complice del giocatore) avrebbe chiesto a sua volta al croupier – e sempre “per superstizione” – di girare le carte in uno specifico modo, per poterne guardare meglio il dorso.

Gli avvocati del giocatore non lamentano il fatto che la ricostruzione di cui sopra non sia veritiera, quando che si tratta di una tecnica legittima. In altre parole, il giocatore professionista può ben effettivamente imparare a leggere le carte dal dorso, e tale tecnica sarebbe stata utilizzata dallo stesso Ivey, con innocente serenità anche in altri casino extra europei, dove le vincite gli sarebbero state puntualmente pagate.

Secondo i legali del Crockfords, invece, una simile tecnica concederebbe un vantaggio del 6,5% in capo al giocatore, mentre normalmente nel baccarat si gioca con un vantaggio dell’1% per il croupier. Percentuali che potrebbero essere considerate come “minime”, ma che in realtà a questi livelli possono essere sufficienti per capovolgere il destino del match e, quindi, consentire a un giocatore professionista di portare a casa 10 milioni di euro in soli due giorni, con un risultato straordinariamente apprezzato.

Non rimane ora che comprendere cosa ne penserà il giudice. Lo riterrà un genio del gioco, o un baro? Darà ragione ai legali del giocatore, o a quelli del casino?

Texas Hold’em: il senso del gioco

Texas Hold’em

Prima di procedere con approfondimenti più specifici sul funzionamento del Texas Hold’em, cerchiamo di capire in che modo interpretare correttamente il senso base di questo gioco sempre più popolare nei casino online, e non solo. Per spiegare in termini chiari quale è il concetto fondamentale del Texas Hold’em, cerchiamo di partire dal poker all’italiana, sostituendo alcuni elementi chiave con quelli del poker alla texana.

Poker all’italiana

Nel poker all’italiana ogni giocatore ha cinque carte, e attraverso la combinazione delle stesse dovrà cercare di creare la combinazione con il maggior punteggio, con la quale prevalere sulle altre. I giocatori hanno la possibilità di sostituire fino a 2 carte delle proprie cinque, ottenendone delle nuove (ignote fino al momento in cui si entra in possesso delle stesse).

Dal poker all’italiana al poker alla texana

Per comprendere quale sia il funzionamento del poker alla texana, sia sufficiente sostituire l’ipotesi delle 5 carte con quella di avere 7 carte. Di queste 7 carte, 2 saranno conosciute solo dal giocatore, mentre le altre 5 saranno utilizzabili da tutti. Il giocatore potrà quindi utilizzare 5 delle 7 carte a disposizione per poter realizzare la propria migliore combinazione. Appare quindi chiara la differenza con il poker all’italiana, dove le carte sono praticamente ignote a tutti, tranne che al singolo giocatore protagonista della mano.

Combinazioni di carte e gerarchie

Ma quale è la gerarchia delle combinazioni di carte nel Texas Hold’em? Cerchiamo di stilare i 9 gradini delle gerarchie del poker alla texana, partendo da quella maggiore, e terminando con quella più “debole”. Riportiamo inoltre il termine utilizzato nell’equivalente poker all’italiana per una maggiore comodità di comprensione.

  • Royal Flush o Scala Reale: è la combinazione più forte, formata da 10, Jack, Donna, Re, Asso dello stesso seme. Una combinazione praticamente imbattibile, e piuttosto rara.

  • Straight Flush o Scala Colore: è formata da 5 carte dello stesso seme e in sequenza numerica. Una scala che, a differenza di quella Reale, non è quindi composta dalle carte più pregiate.

  • Four of a Kind o Poker: è composta da quattro carte dello stesso valore + 1 carta ininfluente

  • Full House o Full: è una combinazione più diffusa, realizzata unendo un Tris a una Coppia

  • Flush o Colore: al di là del valore delle singole carte, tale combinazione è rappresentata da cinque carte dello stesso seme

  • Straight o Scala: si tratta di cinque carte in sequenza numerica, anche non dello stesso colore (combinazione, quest’ultima, ben più potente)

  • Three of a Kind o Tris: è una combinazione formata da tre carte dello stesso valore e 2 carte aggiuntive ininfluenti

  • Two Pair o Doppia Coppia: è una combinazione formata da due carte dello stesso valore e da altre 2 carte dallo stesso valore. C’è inoltre spazio per una carta aggiuntiva, praticamente ininfluente ai fini della potenza della combinazione

  • One Pair o Coppia: è la combinazione minima, formata da due carte dello stesso valore e da 3 carte aggiuntive ininfluenti.

Cosa è il baccarat e come si gioca!

baccarat

Dal nome esotico e dalle grandi opportunità di guadagno, cerchiamo di scoprire cosa sia il baccarat, gioco d’azzardo molto fruito in Italia e in Europa (soprattutto in Francia), e declinato in numerose versioni a seconda dei mercati nei quali è giocato. Andiamo quindi con ordine, e cerchiamo di saperne un po’ di più su questo tradizionale gioco da casino online.

Come si gioca a baccarat

Al baccarat si gioca con 6 mazzi di carte francesi, esclusi i jolly. Un giocatore avrà il ruolo di tenere il banco, mentre gli altri si disporranno alla destra e alla sinistra del banco stesso, nelle “ali” (o tableaux). I giocatori posti sulle ali potranno giocare le loro carte fino a quando non perderanno contro il banco, passando quindi l’opportunità di gioco al compagno successivo. Il giocatore che gioca contro il banco si chiama “puntatore”: gli altri, pur non coinvolti direttamente nelle puntate contro il banco, possono comunque scommettere sull’esito del match.

Una volta ricordato quanto precede, è bene segnalare che i giocatori delle “ali” potranno fare la puntata dopo il puntatore, e che i giocatori possono comunque puntare non superando il limite massimo che è stato stabilito dal giocatore che tiene il banco. Potranno inoltre giocare su un’ala o sull’altra, o su entrambe, ponendo i soldi al centro. A questo punto potranno venirsi a creare diverse situazioni:

  • se entrambe le ali perdono, il giocatore che ha posto i soldi al centro perde

  • se entrambe le ali vincono, il giocatore che ha posto i soldi al centro vince

  • se un’ala vince e una perde, la puntata del giocatore rimane congelata

  • se un’ala vince e l’altra va a parità, il giocatore vince metà della puntata e l’altra metà rimane congelata

  • se un’ala perde e l’altra va a parità, il giocatore perde metà della puntata e l’altra metà rimane congelata

La distribuzione delle carte avverrà in questo modo: una carta all’ala di destra, una all’ala di sinistra, una al banco. L’operazione viene ripetuta un’altra volta, andando quindi a erogare 2 carte per ogni ala, e tenendo 2 carte per sé.

Una volta effettuata la distribuzione delle carte, i giocatori e il banco possono “stare” (ovvero, non volere più carte) o “aprire” (volere un’altra carta scoperta, contrariamente alle due che si hanno in mano), o ancora “battere” (cioè mostrare le carte se hanno un punteggio di 8 o 9 (il massimo). Il conteggio delle carte in mano è semplice:

  • Le figure valgono 10 ma si scomputano dalla somma finale (essendo decine)

  • Le altre carte valgono il loro valore nominale

Ne consegue che se si hanno un 7, un 8 e un 10, il punteggio sarà di 25 ma, sottraendo le decine (20), il conteggio darà 5. Vince chi si avvicina maggiormente a 9.

Il gioco è declinato in diverse versioni. Teoricamente, l’unico che si può propriamente definire baccarat è quello conosciuto come Baccarat Punto Bianco, di origine non europea, bensì nord americana.

Poker Texas Hold’Em, le regole per cominciare

Poker Texas Hold’Em

La prima volta che ci si avvicina alla struttura del Texas Hold’Em può capitare che vi sia un pizzico di confusione. Le regole differiscono infatti, almeno parzialmente, a quelle del poker all’italiana, e i meccanismi del gioco virtuale / reale potrebbero creare qualche inefficienza nella propria strategia di gioco iniziale. Cerchiamo quindi di illustrare alcune basi di gioco che potreste sfruttare a vostro piacimento per passare allo step successivo di formazione.

Innanzitutto, sia che il tavolo sia reale, sia che si tratti di un tavolo virtuale, è probabile che siate in compagnia di altri 5, 8 o 9 giocatori, considerando che di norma il tavolo del Texas Hold’Em conta 6, 9 o 10 player. Ogni giocatore ha a sua disposizione uno stack di chips, ovvero il controvalore del denaro di cui si dispone.

A meno che non giochiate in una sala ben organizzata, o ancora in un gioco virtuale, è inoltre probabile che uno dei giocatori, a turno, rivesta il ruolo del “dealer”, ovvero colui che distribuisce le carte. Terminato il turno di distribuzione delle carte, il ruolo del dealer “ruota” in senso orario, passando quindi al giocatore che è seduto alla propria sinistra.

Sempre in proposito di terminologie tipiche del Texas Hold’Em, ricordiamo come la persona che siede a sinistra del dealer si chiami small blind, mentre la persona che sta alla sinistra dello small blind si chiama big blind. L’importanza di questi giocatori è piuttosto specifica, considerato che sono quelli obbligati a effettuare una puntata ancora prima che siano distribuite le carte a tutti i giocatori. Lo scopo dello small e del big blind, è quello di supportare la formazione di un po’ di denaro sul piatto prima dell’inizio della partita.

Nei tavoli virtuali, di norma il dealer è contraddistinto con una figura indipendente, gestita da un bot del software. In alcuni altri tavoli, invece, il ruolo è assegnato a uno dei giocatori, che sul monitor vedrà apparire la dicitura “dealer”, generalmente accompagnata da un bottone in forte contrasto.

Tornando per un momento alle figure dello small e del big blind, ricordiamo come l’ammontare delle operazioni buy dipenda principalmente dal tavolo. Pertanto, se si gioca su un tavolo no limits 2/4 euro, lo small blind potrà effettuare una puntata di 2 euro, mentre il big blind dovrà effettuarla di 4 euro. In ogni caso, non ci sono “certezze”: considerato che esistono numerose varianti di Texas Hold’Em, il nostro consiglio è certamente quello di leggere con grande attenzione il regolamento del gioco al quale partecipate. Potrebbe infatti capitare di giocare con una variante pot-limit, che introduce un limite quantitativo al piatto, o ancora la fixed limit, con limite fisso.

Al fine di evitare sgradite sorprese, e ritrovarvi con un piatto che è notevolmente più ridotto rispetto alle vostre aspettative, cercate di consultare con grande attenzione e specificità il regolamento di gioco prima di compiere una qualsiasi operazione di scommessa o di virtuosismo a bordo del vostro tavolo!

Roulette francese: come si gioca?

Roulette francese

Uno dei tradizionali giochi d’azzardo fruiti nei casinò online (e non solo) è la c.d. “roulette francese”. Cerchiamo di saperne di più, scovando altresì qualche curiosità che probabilmente non conoscete…

Roulette francese (ma italiana!)

Il primo aspetto curioso della storia della roulette francese è la sua origine. A dispetto del nome, infatti, la roulette nasce in Italia con il nome più comune di “girella”: il gioco fu tuttavia ben presto importato proprio in Francia, dove ottenne una maggiore notorietà.

Cosa è la roulette

La roulette è un disco diviso in 37 settori numerati da 0 a 36, colorati di rosso o nero (tranne lo 0, che è generalmente colorato di verde). Il gioco è semplice: il disco viene fatto ruotare su un perno centrale da colui che gestisce il bando (croupier), il quale successivamente lancerà una pallina che, per inerzia, finirà per cadere all’interno di uno dei settori numerati decretando il numero vincente.

Termini tecnici della roulette

Il gioco della roulette è generalmente accompagnato da una serie di rituali “digitalizzati” nei casinò online. I gerghi noti sono soprattutto tre: il “place your bets” (o faites vos jeux, fate il vostro gioco), che consiste nell’apertura del tavolo e nell’accoglimento delle scommesse; il “last bets” (les jeux son faits, o ultime scommesse), che consiste nell’accoglimento delle ultime scommesse a rotazione già iniziata della roulette; il “no more bets” (rien ne va plus, o fine delle scommesse), che determina la fine delle puntate, poco prima dell’uscita del numero vincente.

Differenze tra roulette francese, italiana e americana

Il tavolo (virtuale o reale che sia) della roulette francese è suddiviso in 37 caselle (una per ciascun numero dallo 0 al 36). Nel caso di uscita dello zero, le puntate sono “congelate” per la mano in corso, e liberate se esce il numero in corrispondenza della chance puntata in precedenza. Attenzione: se il gioco segue le regole della roulette inglese, invece, non ci sarà la regola dell’imprigionamento. Pertanto, all’uscita dello zero tutte le puntate vengono dimezzate.

E nella roulette americana? Le differenze sono più notevoli, a cominciare dal numero dei settori (38, e non 37), a causa della presenza del doppio zero unitamente al singolo zero. La distribuzione dei numeri è inoltre molto diversa, e non esistono né gli annunci né l’imprigionamento. All’uscita dello zero, le chances semplici perdono.

Come giocare alla roulette

Come vedremo in un nostro prossimo approfondimento, numerose sono le diverse puntate e i sistemi di gioco della roulette. In termini estremamente sintetici (li rivedremo in seguito), possiamo tuttavia distinguere:

  • puntate sui singoli numeri: si sceglie un numero, ottenendo 35 volte la somma puntata in caso di esito positivo;

  • puntate su coppie di numeri: si scelgono due numeri e in caso di vittoria si vince 17 volte la somma puntata;

  • terzine: in caso di vittoria si vince 11 volte la somma puntata;

  • quartine: in caso di vittoria si vince 8 volte la somma puntata

  • sestine: in caso di vittoria si vince 5 volte la somma puntata;

  • dozzine: in caso di vittoria si vince 2 volte la somma puntata;

  • colonne: nel caso di vittoria si vince 2 volte la somma puntata.